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Archivio Maggio 2007

?I fratelli Karamazov? ? Fedor Dostoevskij

21 Maggio 2007 12 commenti


Cosa si può dire su questo libro? Intendo dire, cosa si può aggiungere a quanto è stato detto? Ci provo. ?I Fratelli Karamazov? è IL ROMANZO. Possiede, secondo me, tutti gli ingredienti che portano ad un?opera letteraria completa e immortale. Completa perché ha una trama ricca, profonda e credibile. I personaggi, ognuno con un carattere e una personalità diversa (e l?autore ci dà un preciso ritratto psicologico per ognuno di loro). Il paese in cui si svolge, la Russia dei monaci, della piccola borghesia mediamente ricca, di una ricchezza cresciuta su piccole speculazioni, su meschine disonestà, la Russia dei servi più o meno fedeli ai loro padroni, delle violente passioni amorose e della ruvidezza dei rapporti sociali. Immortale perché in alcuni passi sembra fin troppo attuale nel descrivere l?oscuro abisso in cui sono finiti i rapporti familiari e nell?analizzare le forze che agitano l?animo umano. Quindi Dostoevskij con questo suo ultimo romanzo, corona tutto un percorso incentrato sul male nell?uomo e sulla possibilità di redenzione attraverso la pena. C?è ovviamente posto per figure ?belle?, nei suoi romanzi. Quindi sembra che l?essere umano, secondo Dostoevskij, si divida sempre tra questi due ancestrali concetti. Ma non voglio entrare in divagazioni filosofiche tra le quali difficilmente saprei districarmi. Questo è anche il romanzo che fa riferimenti alla neonata scienza della psicologia (si pensi alle requisitorie, durante il processo, del procuratore e dell?avvocato difensore, sulle quali ritornerò) e dimostra che se si considerano le cose secondo la psicologia, può essere vero tutto e il contrario di tutto. Non dirò nulla di specifico sulla trama, chi vuole può cercare e avere notizie in merito. Voglio solo segnalare alcuni passi che a me sono sembrati particolarmente interessanti partendo dalle considerazioni che ho appena fatto. Ma ne citerò solo alcuni dei tanti che ci sono. Il primo, la confessione che Dmitrij, il maggiore dei fratelli, fa di se stesso al fratello più giovane Alesa. Il capitolo in cui Ivàn (il fratello di età intermedia) parla ad Alesa del poema che ha ?pensato?, e cioè ?Il grande Inquisitore?, dove vengono fatte delle lucide e appropriate considerazioni sulla religione. Alcuni brani nei ?Dialoghi e sermoni dello starec Zosima?. Ma anche la confessione del delitto del quale è stato incolpato Dmitrij, che Smerdjakòv (il figlio illegittimo di Fedor Pàvlovic, padre dissoluto e vizioso) ammette davanti a un incredulo Ivàn. E per finire le arringhe dei due avversari nel processo. Da una parte Ippolìt Kirìllovic procuratore e sostenitore dell?accusa che fa un appassionato discorso sul perché Dmitrij sarebbe colpevole di parricidio e dall?altra il famoso avvocato, appositamente chiamato da Pietroburgo, Fetjukovic che rifacendosi anche lui alla psicologia, per essere sullo stesso piano del suo avversario, ribalta le sue teorie, vestendo in quell?ambito proprio i panni di Dostoevskij stesso e spiegando in breve quanto letto fino a quel punto in mille e più pagine. Da notare le “letture” che danno i due di Smerdjakòv, reo del delitto e suicida a poche ore dal dibattimento in tribunale, due letture completamente diverse, ma credibili entrambe. La trama è arricchita e resa credibile dalla passione amorosa che si intreccia tra Fedor Pàvlovic, il figlio Dmitrij e Grusenka, una bellezza “tipicamente russa” che prima fa di tutto per deridere i due rivali e poi sceglie il suo volontario castigo. Questa insana passione è proprio la miccia che accenderà l’animo passionale e irruento di Dmitrij e che porterà alla inevitabile tragedia. Una menzione particolare va alla vicenda di Iljusa (rappresenta un libro nel libro), il giovanetto che per cattiva sorte entra in collisione con i Karamazov, che tratta di una gioventù non molto distante da quella attuale. Insomma, più di mille pagine che potrebbero scoraggiare, ma posso dire di non essermi mai annoiato e di non aver neanche una volta avuto la tentazione di abbandonare la lettura.