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La filosofia di Andy Warhol – Andy Warhol

2 Aprile 2007

Di lui si è detto tutto e il contrario di tutto. Impostore, grande artista, opportunista, furbo, geniale.
Penso che Andy Warhol incarni un po? tutte le definizioni che gli sono state affibbiate. Che sia stato un collage tra la genialità e l?opportunismo, tra la furbizia e il semplice fiuto per gli affari. Sta di fatto che il ?maestro della pop-art? costruì un impero sui barattoli della ?Campbell?s Soup? e sui ritratti ripetuti infinite volte di Marilyn Monroe.
Ma questo libro non parla dell?arte (o del prodotto commerciale) di Warhol, bensì della sua ?filosofia? su tanti aspetti della vita. Dall?amore alla fama, dal lavoro all?arte, dall?economia alla bellezza.
E si scopre che Andy Warhol era una personalità molto particolare, che non amava essere toccato, che aveva ascoltato gli insegnamenti della madre (?Non essere invadente, ma fa in modo che gli altri sappiano sempre che ci sei?), che amava la biancheria intima (la sua) più di ogni altra cosa, che amava comprare (e in questo si sentiva molto americano), che aveva insomma molte stranezze nella sua personalità, ma non meno di tanti di noi.

Aveva delle idee molto chiare sul lavoro e sull?amore, non ha mai mentito sui suoi lavori tanto che dichiarava:

?Un artista è uno che produce cose di cui la gente non ha alcun bisogno, ma che lui ? per qualche ragione ? pensa sia buona idea dargli?

Era a conoscenza del carisma che aveva sviluppato, ma non se ne spiegava bene il perchè.:

?Alcune aziende erano recentemente interessate all?acquisto della mia aura. Non volevano i miei prodotti. Continuavano a dirmi: ?Vogliamo la tua aura. Non sono mai riuscito a capire cosa volessero. Ma sarebbero a stati disposti a pagare un mucchio di soldi per averla. Ho pensato allora che se qualcuno era disposto a pagarla tanto, avrei dovuto provare a ad immaginarmi che cosa fosse.
Penso che l?aura sia qualcosa che solo gli altri possono vedere, e ne vedono solo quel tanto che vogliono vedere. Sta solo negli occhi degli altri. Si può vedere un?aura solo nelle persone che non si conoscono bene o che non si conoscono affatto. L?altra sera stavo cenando con la gente del mio ufficio. I ragazzi del mio studio mi trattano come merda perché mi conoscono e mi vedono tutti i giorni. Ma c?era un caro ragazzo, portato da qualcuno, che non mi aveva mai visto prima. E questo ragazzo non riusciva quasi a credere di pranzare con me. Tutti mi vedevano ma lui vedeva la mia ?aura?. Quando incontri qualcuno per strada, bè proprio lui può vedere veramente l?aura. Ma se pare bocca, l?aura se ne va. L?aura c?è finché non si apre bocca.?

Conosceva bene le regole del business:

?Il peggior servizio, il più crudele che abbia mai letto è stato quello del ?Time? sul mio ferimento.
Mi sono accorto che quasi tutte le interviste sono preconfezionate. Sanno ciò che vogliono scrivere di te e sanno ciò che pensano di te persino prima di parlare con te, così vanno in cerca qui e là di parole e dettagli proprio per confermare ciò che hanno già deciso che devi dire [?].?

E aveva precise e bizzarre idee sull?espressione artistica:

?Quando guardo le cose vedo sempre lo spazio che occupano. Voglio sempre vedere riapparire quello spazio, vederlo tornare come era, perché è spazio perduto, quando contiene qualcosa. Quando vedo una sedia dentro uno spazio bello non importa quanto sia bella la sedia , non potrà mai essere bella quanto lo spazio da solo. La scultura che preferisco è un muro pieno con un buco che faccia da cornice allo spazio dell?altra parte.?

Ma in questo volume si parla anche del quotidiano di Warhol, che fa la spesa, si lava le calze (era ossessionato dal fatto che dopo aver lavato venti calze, una sparisse d?incanto e ne rimanessero immancabilmente diciannove!) e si prepara la colazione.
Andy Warhol è morto alla soglia dei suoi sessanta anni, a seguito di un banale intervento chirurgico. Se fosse vissuto più a lungo avrebbe probabilmente stupito ancora, con le sue idee ?regolarmente trasgressive e regolari trasgressivamente? sempre ?fuori dall?establishment, ma dentro l?establishment?, Warhol è stato comunque uno dei più vivaci innovatori della scena artistica del ventesimo secolo.

  1. ivy phoenix
    6 Aprile 2007 a 22:53 | #1

    ho visto la mostra questo ottobre.. qua a trieste..
    sì uomo particolare, mi invoglia il libro, però la cosa delle calze è vera, capita anche a me.. e pensavo fosse un’assioma e capitasse a tutti. O no?

  2. ivy
    6 Aprile 2007 a 22:54 | #2

    ah… Buona Pasqua!

  3. The Grand Wazoo
    7 Aprile 2007 a 15:04 | #3

    Si Ivy, capita a tutti. Però non è forse vero che a volte si pensa che certi personaggi viaggino a un metro da terra e nulla di comune possa accadergli? Questo e altri particolari nel libro invece, mi hanno fatto sorridwere. Tutto qui.
    Passa giorni sereni anche tu.

  4. apomorfina
    13 Aprile 2007 a 21:39 | #4

    ciao, il mio libro è qui:
    http://www.apomorfina.splinder.com

  5. vocinelsilenzio
    28 Aprile 2007 a 19:50 | #5

    ..è gradita la tua visita….ciao…

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