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Archivio Agosto 2006

John Coetzee ? Aspettando i barbari

24 Agosto 2006 4 commenti


La tranquilla vita in un avamposto di frontiera dell?Impero viene sconvolta. Si vocifera insistentemente di un imminente attacco dei barbari e un emissario del governo viene sul posto inviato ad occuparsi della cosa. Un magistrato che ha sempre condotto una vita tranquilla tra battute di caccia e serate tra amici, vede la sua vita trasformata dagli eventi. Si rende conto della brutalità e della miopia dei suoi governanti e non riesce a tacere. Vive un amore platonico con una donna dei barbari, e si scontra con l?autorità. Diventa quindi nemico dell?impero stesso e nulla sarà più come prima. Le stesse torture e umiliazioni che toccano ai barbari vengono riservate a lui, perde la sua posizione ottenuta con anni di oculata e salomonica gestione della giustizia e delle risorse dell?impero, nessuna delle persone che prima lo amavano e lo rispettavano lo avvicina più. Diventa un vagabondo, sporco, trasandato e menomato, mentre l?esercito dell?Impero si lancia in campagne e spedizioni contro i barbari, la quali si riveleranno dei fallimenti brucianti.
Tutto il romanzo si svolge in immaginari scenari in cui il sole bruciante e cocente si fonde in cielo rosa oppure il vento potente e devastante si alza e trascina tutto con sé e ancora il freddo pungente e inesorabile uccide anche la forma di vita più minuscola.
Quando gli emissari dell?Impero sconfitti e umiliati si ritirano e tornano nella capitale, la vita nella colonia tenta di ricominciare a scorrere come prima, ma ormai tutto è cambiato, tutto è sconvolto. Una storia di fantasia, senza riferimenti o citazioni tangibili, che potrebbe essere adattata a decine di situazioni nella vita reale. Un bel romanzo sulla stupidità umana e sull?inutilità della guerra.

Philip Roth ? Zuckerman scatenato

24 Agosto 2006 1 commento


Zuckerman è uno scrittore, ebreo ovviamente, scapolo e scostante, ed è stato baciato dalla fortuna. Traduzione piuttosto infelice del titolo americano, che fa pensare ad uno Zuckerman attivo, energico e vivace. Nulla di tutto questo. Zuckerman sembra invece subire le conseguenze del successo. Ha scritto un libro dissacrante e irriverente, diventato immediatamente un best-seller. Sesso e vita sregolata per il protagonista del libro; naturalmente le radici ebraiche di Zuckerman non si adattano al contenuto del romanzo, e la sua famiglia ne esce molto scossa. Il padre, vecchio stampo, con problemi di salute, la madre che sopporta tutto in silenzio e il fratello, figlio modello, medico, sposato (si concede qualche fuga ma resta legato alla sua famiglia), soffrono per la notorietà raggiunta da Zuckerman a causa del libro , che naturalmente colpisce anche loro.
Zuckerman alle prese con un mitomane, reduce del Vietnam, che lo adula in sua presenza, ma lo tempesta di telefonate minatorie; alle prese con l?improvvisa fama che lo infastidisce e lo costringe quasi a nascondersi; si dibatte tra improbabili relazioni con donne tute differenti una dall?altra e dalle quali si è separato tre volte. Nell?epilogo del libro c?è uno scontro verbale tra Zuckerman e il fratello , durante il quale lo scrittore viene accusato di aver tradito il suo essere ebreo, di aver causato la sopravvenuta morte del padre e di aver distrutto la sua famiglia con il suo comportamento distaccato ed egoista.
Il personaggio Zuckerman non è un esempio troppo positivo da seguire, non esce indenne da questa storia. C?è anche da considerare però che molto spesso l?appartenenza a fazioni, associazioni o gruppi religiosi causa delle assurde aspettative verso i loro adepti, delle catene che è, come dimostrato dal libro di Roth, impossibile spezzare.