Archivio

Archivio Aprile 2006

E. M. Cioran – Il funesto demiurgo

17 Aprile 2006 Commenti chiusi

E? sempre lucido, Cioran, nelle sue dissertazioni sulla religione, sul suicidio e sul decadimento inevitabile dell?essere umano. Per lui l?esistenza è un incidente, il suicidio è un sollievo che aiuta a vivere e la religione è un insieme di concetti esecrabili e risibili.
E tutte queste argomentazioni sono trattate da Cioran con leggerezza, senza parole incomprensibili, senza astrusi paralleli e senza pompose requisitorie.
Per esempio sull?esistenza dice: ?Quando si sa con che cosa si ha a che fare, c?è da arrossire per essere ad essa così attaccati, e nonostante ciò attaccati le siamo grazie a un lungo e insensibile processo che porta anche i più avveduti a prenderla sul serio.
E ci vuole anche coraggio per asserire che: ?Ci vuole una modestia malsana per accettare di morire diversamente che di mano propria?.
Il suicidio occupa gran parte dei pensieri di Cioran, anzi secondo lui, il saperne l’esistenza, fa si che si possa andare avanti.
E quando ipotizza la pace cui egli aspira e si scaglia contro il desiderio: ?Fino a che si desidera, si vive nell?assoggettamento, si è consegnati al mondo; non appena si smette di desiderare, si accumulano i privilegi di un oggetto e di un dio: non si dipende più da nessuno?.
Ce ne sono di spunti in questo libro. Spunti su cui pensare, per ridicolizzare e ridimensionare le nostre abitudini e le nostre fissazioni. Senza magari prendere l?autore troppo sul serio, altrimenti si piomba in uno stato di pericolosa depressione.