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Archivio Settembre 2005

Primo Levi – Se questo è un uomo

26 Settembre 2005 12 commenti

Sono stato a lungo reticente nello scrivere questa recensione. Troppo conosciuto, mi dicevo. Troppo scontato. Poi la decisione di parlare di questa testimonianza di vita in un campo di sterminio, che più cruda e sincera non avrebbe potuto essere. All?improvviso mi è sembrato un dovere, se non altro per far conoscere a più gente possibile (fosse pure una sola persona), cosa è l?orrore.

Il libro fu iniziato quando ancora Primo Levi era un Haftlinge nel campo di Auscwitz. L?attività cui era stato assegnato gli permetteva di avere tempo e materiale per scrivere, o almeno per annotare alcune cose. E lui cominciò a buttare giù queste quattro parole, per la testimonianza. Perché tutti potessero sapere come si distrugge un uomo, senza ucciderlo.

Il libro non è cruento, non è chiassoso. E? un dettagliato e quasi impersonale resoconto della ?non-vita? dei campi di lavoro nazisti. Nelle parole di Levi non si legge avversione, disprezzo verso l?aguzzino. La sopravvivenza era qualcosa di primario nei pensieri dei deportati. Almeno in quelli che ancora ricordavano vagamente l?essere uomini. Gli altri, i sommersi, si erano arresi al mondo.

Così si può leggere del ?fiorente? mercato che nasceva all?interno dei lager, dove si poteva barattare di tutto e dove alcuni ?articoli?, che nel mondo esterno erano risibili, avevano molto valore. Si può leggere dell?estremo e comprensibile egoismo che nasce negli uomini ridotti in condizioni simili. Si legge dell?impassibilità di fronte alla morte e dell?inutilità del domani. La lotta per una razione di pane e la scelta strategica tra il prendere dieci legnate piuttosto che sfiancarsi a lavorare per un?ora. Di botte non è quasi mai morto nessuno, di lavoro si, dice Levi.

Quindi una coscienza nuova si fa strada negli animi dei deportati, un istinto che li fa sopravvivere, almeno fino alla prossima selezione, dove per un?inezia potresti finire nel gruppo da eliminare o da salvare. La vita non ha più alcun significato, l?amore, il rispetto, il pensiero, sono tutte cose inutili e dannose nel lager.

Insomma senza fare troppi giri di parole, è un libro da leggere e da meditare.

Leggete e meditate.

Vacanze d’animo

12 Settembre 2005 10 commenti

Se è vero che i libri sono cibo per l?anima, allora la mia durante le vacanze ingrassa sempre molto, perché delle vacanze io adoro proprio la possibilità di fare ciò che ci fa star bene senza dover chiedere permesso a nessun senso di colpa e dovere. Il proposito per il nuovo anno è quello di vivere ogni minuto libero come fosse una vacanza?
Anyway, vi presento i miei compagni di viaggio per l?estate 2005, convinta che diventeranno amici anche di qualcuno di voi.
Per la sesta volta mi sono avventurata con la Rowling nella vita di Harry Potter, sempre più pericolosa, per la verità. Da appassionata vi risparmio il prevedibile entusiasmo che mi ha accompagnato nella lettura, ma vorrei sottolineare un paio di cose. Innanzitutto l?indiscutibile, a mio parere, bravura della scrittrice, che, lungi dal cadere nella trappola della monotonia, della ripetizione, della banalità per soddisfare il grande pubblico, riesce a confermare il suo talento con trucchetti letterari e stilistici, malgrado una saga così lunga. La seconda riflessione riguarda le critiche nei confronti del maghetto e del suo mondo che sento muovere sempre più spesso da persone più o meno illustri. Chi si sofferma sull?effetto negativo della magia e chi sostiene che HP stia diventando sempre più cattivo, dovrebbe forse lasciare da parte incantesimi e pozioni ed entrare in un mondo davvero magico: quello di un adolescente alle prese con l?amore nel senso più ampio del termine, l?amicizia, la morte?ovvero la vita di ognuno di noi. E scusate se è poco.
Un altro mitico scrittore che riesce ad affrontare temi di tale rilevanza con irresistibile ironia e drammaticità contemporaneamente, a mio avviso, è senza dubbio Nick Hornby. Ho letto molti dei suoi libri e devo dire che l?idea di scrivere una storia in cui le voci narranti sono 4 e si alternano è grandiosa quanto impegnativa. 4 persone si incontrano per caso in cima a un palazzo, accomunate dal desiderio di suicidarsi buttandosi giù. Nick Hornby riesce, senza essere mai prevedibile e scontato, a fare un viaggio nelle esperienze e nei punti di vista di queste persone, che rispecchiano, anche se in modo esasperato, aspetti della vita di ognuno.
Nel periodo delle vacanze, poi, non poteva mancare un esponente della letteratura di viaggio e questa volta a conquistarmi è stata l?idea di Enrico Brizzi (vi ricordate ?Jack Frusciante è uscito dal gruppo??) che nel maggio 2004, zaino in spalla e scarponi ai piedi, ha pensato bene di dedicare 3 settimane della sua vita ad attraversare l?Italia, dall?Argentario al Conero. Quando è tornato ha descritto la sua esperienza e quella dei suoi accompagnatori, riordinando ricordi e appunti di viaggio. Un po? deludente all?inizio, finisce per conquistare chiunque pensi che ogni esperienza è compiuta solo quando la si racconta, per chi concorda sul fatto che i pensieri nascano spigolosi e camminando si smussino, per chi sposa la convinzione secondo cui per conoscere davvero qualcuno devi camminarci o dormirci accanto. Una sola raccomandazione: se, come cantava qualcuno, la voglia di partire vi mette ancora i brividi, riuscirete a stento a finire il libro prima di recuperare il Salewa dalla soffitta?
Riassumendo:

Titolo: Harry Potter and the Half-Blood Prince
Autore: J.K. Rowling
Prezzo: euro 27,00
Dati: 672 p.
Anno: 2005
Editore: Bloomsbury

Titolo: Non buttiamoci giù
Autore: Nick Hornby
Prezzo: euro 12,40
Dati: 293 p., brossura
Anno: 2005
Editore: Guanda
Collana: Narratori della Fenice

Titolo: Nessuno lo saprà. Viaggio a piedi dall’Argentario al Conero
Autore: Enrico Brizzi
Prezzo: euro 12,75
Dati: 423 p., brossura
Anno: 2005
Editore: Mondatori
Collana: Strade blu